L’ambiente

La geologia e l’oceanografia

La riviera del Conero si erge come isola solitaria nella monotonia della costa adriatica sabbiosa, tra il Promontorio del Gargano e la Costa Dalmata nell’area Triestina, costituendo una sorta di oasi nel deserto, sostenendo una fauna e una flora ricchissima formata per la maggior parte da organismi con caratteristiche uniche che si sono adattate all’ambiente circostante. 

Sulla sponda italiana dell’Adriatico centro-meridionale, in cui si trova il Monte Conero, le terre emerse si raccordano al mare, per lo più, tramite piane sabbioso-ciottolose larghe qualche km il cui spessore è compreso da depositi di 10 e 20 m. Il Monte Conero è un piccolo tratto di costa alta ed è la piega anticlinale più orientale del sistema orogenico dell’Appennino Umbro-Marchigiano, costituita da rocce sedimentarie formate da gusci di organismi calcarei e depositi di materiali fini depositatisi sul fondo di antichi mari.

La costa è formata da scogliere stratificate che i fenomeni atmosferici e il mare hanno “smontato” formando pendii dolci dove le rocce sono più tenere (come la Spiaggia di Mezzavalle, la spiaggia di San Michele di Sirolo) e pendii ripidi dove sono più resistenti (tra lo Scoglio della Vela e gli scogli delle Due Sorelle). Le spiagge si sono formate per lo più con la rielaborazione da parte del mare di accumuli di frana.

Il mare del Conero ha le correnti principali che vanno da nord a sud e seguono approssimativamente la linea di costa. Più vicino a costa ci sono correnti costiere prodotte dallo spostamento di masse d’acqua perpendicolarmente e parallelamente all’andamento della linea di costa attraverso la combinazione di tre fattori: azione del vento, azione del moto ondoso e azione della marea. L’escursione della marea, trasportando l’acqua del bacino alternativamente verso costa e verso mare provoca di conseguenza correnti prevalentemente perpendicolari alla linea costiera. Le maree sono poco rilevanti, mentre sono importanti le correnti litorali innescate dal moto ondoso: queste danno luogo alla formazione delle spiagge incassate tra le rocce (note con il nome inglese di pocket beach) come la spiaggia di San Michele a Sirolo o la spiaggia delle due Sorelle. 

La biodiversità

L’elevata diversità di specie marine, della costa del Conero è dovuta a molteplici fattori: posizione, storia paleogeografica, altitudine (M. Conero 572m), geologia, geomorfologia, caratteristiche bioclimatiche, attività agro-silvopastorali del passato e abbandono attuale di vaste aree.

Gli ambienti, molto diversificati, sono caratterizzati da: falesie costiere calcaree e marnoso arenacea, boschi, torrenti, laghi salmastri, zone agricole, rilievi collinari, spiagge e fondali marini.

La flora terrestre consta a tutt’oggi di 1.154 entità, suddivise in 114 famiglie e 483 generi. La fauna terrestre di 20 specie di mammiferi, 8 di anfibi e 13 di rettili e circa 90 specie nidificanti di uccelli. 

Il Conero ha grande importanza biogeografica per la distribuzione delle specie vegetali; rappresenta infatti il limite meridionale e settentrionale di diffusione per molte specie vegetali sia erbacee che arbustive.

La costa del Conero ospita un buon numero di specie ornitiche, in particolare durante lo svernamento e le migrazioni.

L’Area Marina del Conero ospita numerosi organismi peculiari , specie vegetali ed animali  

I fondali della Riviera del Conero oltre a rappresentare un’attrazione per gli appassionati dello snorkeling e della subacquea, costituiscono un prezioso patrimonio naturalistico da conoscere e salvaguardare: 

  • I fondali rocciosi fungono da riserva di biodiversità e consentono la dispersione delle specie marine.
  • I fondali prospicienti, caratterizzati da ampi banchi di sabbia alternati a substrati rocciosi di varia natura, ospitano comunità uniche di organismi marini. 
  • I substrati duri sono rappresentati da rocce naturali, come gli Scogli delle Due Sorelle o lo Scoglio del Trave, e da substrati artificiali come le barriere frangiflutti o il relitto della motonave Nicole, affondata nel 2003 a circa due miglia al largo di Numana. Le barriere frangiflutti si snodano lungo quasi tutto il litorale adriatico dando origine ad un sistema di substrati duri artificiali (la Grande Barriera Adriatica) che ospita una grande varietà di organismi.

le acque di questa zona del mare Adriatico, particolarmente ricche di nutrienti e fitoplancton, ospitano organismi peculiari che talvolta raggiungono dimensioni e/o densità eccezionali. 

In nessuna altra località del Mediterraneo si possono ammirare facilmente e in pochi metri d’acqua, decine di specie di crostacei e di nudibranchi variopinti, spugne giganti e numerose varietà di anemoni. 

Nell’area del Conero sono state rilevate due specie di interesse comunitario indicate nell’ Annesso IV  della Direttiva 92/43/CEE (Direttiva Habitat) (“Specie animali e vegetali di interesse comunitario che richiedono una protezione rigorosa”), rappresentate da due molluschi bivalvi Lithophaga lithophaga e Pinna nobilis

La posizione strategica del Conero potrebbe diventare fondamentale al fine di salvaguardare specie animali e vegetali che vivono nel nostro mare e nel nostro territorio. Da un punto di vista ecologico infatti sappiamo che le interazioni che interessano le comunità floristiche o faunistiche non si limitano alle sole aree protette, ma ad una scala più ampia che va ad interessare tutto il paesaggio costiero adriatico.

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